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Latte vaccino: un po' di chiarezza

     E' comodo, buono, costa poco, si trova dappertutto: quante mamme vorrebbero introdurre al più presto il latte vaccino nell'alimentazione dei loro piccoli?

Ma se da un lato le ragioni di praticità e convenienza sono sicuramente comprensibili, dall'altro non devono far perdere di vista la cosa più importante in assoluto: la sicurezza e la salute del bambino.

Sotto questo profilo ormai il parere della scienza è unanime: il latte vaccino non va somministrato prima del compimento del primo anno di età. I motivi sono tanti e tutti decisamente validi. Per prima cosa il latte vaccino è molto diverso da quello di donna: contiene troppe proteine, grassi saturi e sali minerali per l'organismo di un bambino sotto l'anno di vita. E lo stratagemma di diluirlo con acqua serve a poco: non migliora l'equilibrio dei nutrienti ma, anzi, rende il latte ancora più sbilanciato perchè lo impoverisce di zuccheri. Sono poi moltissime le ricerche che dimostrano come anticipare troppo il passaggio al latte vaccino possa causare diversi problemi, dalla semplice diarea sino al rischio di sviluppare allergie vere e proprie. Anche quei bambini di otto-nove mesi che sembrano tollerare il latte senza disturbi, lo fanno comunque a prezzo di un grande impegno dell'organismo.

Numerosi studi hanno evidenziato che il latte vaccino può favorire addirittura la comparsa di microscopiche emorragie nell'intestino dei bambini predisposti a questo problema senza che peraltro si evidenzino sintomi dolorosi, ma con significative perdite di ferro, elemento preziosissimo in questo periodo. Dall'anno in poi, invece, le cose cambiano: l'intestino raggiunge la sua piena funzionalità, la dieta si fa più varia e il latte vaccino diventa veramente un alimento prezioso.

Fonte: nutrizionista Giorgio Donegani - "io e il mio Bambino".