Aggingi ai preferiti
 

Cure invernali e aerosolterapia

Con la stagione fredda… ecco che fare

1. Una bella spremuta tutti i giorni.
2. Evitiamo di far sudare i bambini così come di far prendere loro freddo, meglio vestirli a strati per adattare l’abbigliamento a tutti gli ambienti.
3. Evitare ambienti troppo caldi e con aria troppo secca.

4. Far arieggiare gli ambienti, evitare il fumo passivo e stare, quando è possibile, all’aria aperta.
5. Quando fuori fa molto freddo cercare di respirare con il naso tenendo la bocca chiusa.
 

… se nonostante tutto è arrivata le febbre:

6. La febbre aiuta a guarire prima,  va abbassata solo se è molto alta o se causa malessere.
7. Il latte caldo con il miele è un ottimo mucolitico e sedativo della tosse.
8. Per la gola irritata e la voce rauca sciogliere camomilla e bicarbonato in acqua bollente e respirare il vapore aiuta più di molti sciroppi.
9. Gli antibiotici non guariscono l’influenza e sono necessari solo in caso di complicanze batteriche, negli altri casi indeboliscono ulteriormente l’organismo.
10. Se uno si sente molto stanco e avverte i primi sintomi, è meglio perdere un giorno di scuola che passare una settimana a letto. Passata la malattia, non mandiamo subito a scuola i bimbi. Una buona convalescenza è la migliore prevenzione di altri episodi febbrili.

 

In caso sia necessario l’Aerosol:

Per eseguire in modo corretto un aerosol occorre:

  • lavarsi bene le mani prima di maneggiare l'apparecchio
  • introdurre nell'ampolla il o i farmaci, secondo la quantità prescritta dal medico, eventualmente prelevandoli con una siringa sterile
  • diluire il farmaco nell'ampolla in circa 2-3 ml di soluzione fisiologica, secondo le indicazioni del medico
  • applicare il tubo al compressore e sistemare in bocca il boccaglio o far aderire la mascherina sul viso (nei bambini sotto i 2-3 anni di vita che sono incapaci di usare il boccaglio)
  • eseguire l'aerosol fino all'esaurimento della soluzione contenuta nell'ampolla.

Alla fine di ogni aerosol è consigliabile:

  • lavare il viso del bambino, soprattutto se si è eseguita la nebulizzazione con la maschera, per eliminare le tracce residue del farmaco, che potrebbero irritare la cute del viso
  • far risciacquare la bocca con acqua e bicarbonato o con un collutorio se sono stati usati cortisonici; nel caso di bambini non collaboranti può essere adoperata, per detergere il cavo orale, una caramella da fare sciogliere lentamente in bocca
  • lavare l'ampolla, il tubo e il boccaglio (o la mascherina) con acqua corrente tiepida. L'ideale sarebbe mantenere questi accessori in una di quelle soluzioni disinfettanti che solitamente si usano per conservare i biberon.

Occorre ricordare che la respirazione nei lattanti e nei bambini piccoli, a riposo, avviene prevalentemente per via nasale: il naso però agisce da filtro e trattiene gran parte dell'aerosol (fino al 75%), impedendo di conseguenza ai farmaci contenuti nell'ampolla di raggiungere le vie bronchiali.

I lattanti e i bambini in età prescolare inoltre inalano l'aerosol senza modificare la frequenza e la profondità del loro respiro mentre un bambino più grande è capace di respirare, una volta che viene istruito in modo adeguato, più lentamente e più profondamente durante l'aerosol, facilitando la penetrazione del farmaco nei polmoni. È necessario quindi fare attenzione, quando si adotta la mascherina, che la respirazione avvenga per via orale.

Non è sufficiente tuttavia che la bocca sia aperta per fare correttamente l'aerosol, ma si deve invece incoraggiare il piccolo a respirare con la bocca: da tutto ciò deriva che è in sostanza inutile eseguire la nebulizzazione mentre il bambino dorme.

È importante che la maschera venga tenuta in posizione verticale e bene aderente al viso per tutta la durata della seduta: è sufficiente allontanare anche di un solo cm. la mascherina dal volto perché più della metà dell'aerosol non venga inalata dal bambino, disperdendosi nell'ambiente.

Per tale motivo la maschera andrebbe fissata al viso con un doppio elastico, assicurando in tal modo lo stretto contatto con il viso anche se il piccolo piange e si agita. Ricordiamo che quando piange il bambino respira prevalentemente con la bocca, facilitando perciò l'inalazione dell'aerosol.

Nel bambino più grandicello bisogna controllare, quando la nebulizzazione viene eseguita con il boccaglio anziché con la maschera, che il piccolo non escluda le vie aeree all'aerosol respirando con il naso anziché con la bocca. Il boccaglio inoltre va tenuto tra le labbra (ben serrate) e non tra i denti, senza ostacolarne il flusso con la lingua.